Laboratori artistici, Workshop, formazione e curatorialità.

martedì 6 settembre 2011

cibiAMOci



Oggi pomeriggio si è svolto il laboratorio di iPac in programma nella rassegna cremasca Insula dei Bambini 2011: i bambini che hanno partecipato erano davvero tanti, e tutti desiderosi di iniziare a cucinare, qualcuno si è portato addirittura il grembiulino!

Tutti si sono seriamente impegnati nel loro lavoro, e mostrano orgogliosi le loro produzioni

piatti salati...

... e dolci

spaghettini, gnocchetti agli spinaci...

bon bon glassati e tanto altro...che fame!

Ci vediamo alla prossima, Elena, Laura e Siria


domenica 4 settembre 2011

BUON APPETITO!

French Fries and Ketchup - 1963

INSULA DEI BAMBINI 2011: martedì 6 settembre, presso la Sala Restelli del Museo Civico di Crema e del Cremasco, dalle ore 15.30 alle 17.00, iPac vi aspetta con un antipasto di divertenti storie sul cibo, per poi mettersi direttamente ai fornelli con tutti i bambini che vorranno giocare con noi a fare gli chef!
La partecipazione è libera e rimangono ancora pochissimi posti liberi, vi aspettiamo!

Giant BLT (Bacon, Lettuce, and Tomato Sandwich) - 1963

Claes Oldenburg (Stoccolma, 28 gennaio 1929), artista e scultore svedese naturalizzato statunitense, appartenente alla corrente della pop art, è uno degli artisti a cui si ispira il laboratorio di martedì. 

Roast beef - 1962

La sua ricerca artistica si concentra sul consumismo nella società americana contemporanea soprattutto per quanto riguarda quello legato al cibo. Realizza enormi sculture in gesso dipinto raffiguranti gelati, hot-dog e quant'altro l'ipernutrita popolazione americana consuma negli anni sessanta; queste riproduzioni erano in vendita in un negozio di proprietà dell'artista, aperto nel 1961, da lui stesso battezzato The Store.

Meringue Chantilly - 1962

Il cibo, in quanto oggetto di consumo, si carica, nell'opera di Oldenburg, di un'accezione di orrido, perché viene svalutato del suo ruolo primario e ridotto a prodotto commerciale. La tecnica adottata è sommaria e approssimativa: gli oggetti che egli riproduce sono modellati senza troppa attenzione alla resa naturalistica e dipinti alla svelta lasciando spesso evidenti colature di colore.

Softtoilet - 1966

Egli pone quindi l'accento, come tutti gli esponenti della pop art, sulla società di massa contemporanea ricorrendo a un linguaggio facilmente comprensibile da chiunque per quanto riguarda i soggetti, oggetti di uso comune e quotidiano, e i modelli, con uso di colori molto accesi e di forti contrasti cromatici oltre che un consistente abbandono a un certo "cattivo gusto", ripresi dai cartelloni pubblicitari e, più in generale, dal mondo del mercato e del consumo di massa.

Ago, Filo e Nodo - 2000

Ago, Filo e Nodo è una scultura in due parti creata da Claes Oldenburg e da sua moglie Coosje van Bruggen, inaugurata nel 2000.
Il gigantesco ago con il filo multicolorato che sbuca in un altro punto della piazza con il nodo finale, sono stati realizzati per il rifacimento della Stazione di Milano Cadorna e della antistante piazza alla fine degli anni novanta. L'opera è un omaggio alla laboriosità milanese, soprattutto, al mondo della moda, che ha in Milano uno dei principali centri mondiali.

martedì 23 agosto 2011

VETTOR ADDIO

Vettor Pisani, architetto, pittore e commediografo,  protagonista della ricerca degli anni Settanta e di Biennali e Documenta, si è tolto la vita ieri, a 77 anni, nella sua abitazione romana, proprio di fronte alla Piramide Cestia.


Pisani era nato ad Ischia nel 1934 e dal 1970 si era trasferito a Roma. Nella capitale la sua prima personale ha come temi la dottrina dei Rosacroce, i riti alchemici e le filosofie esoteriche, incentrati sul mistero della Sfinge, sul mito di Edipo e sulla figura di Duchamp. Temi, come l’altro della massoneria, che torneranno spesso nella sua attività. Proprio nel 1970 ottiene il Premio Pino Pascali attribuito dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e comincia la sua attivita’ nel teatro realizzando alcune scenografie.


Nel 1976 presenta alla Biennale di Venezia - sua prima volta - l’opera Theatrum, anticipatrice di una ricerca che si protrarra’ lungo tutto il corso della sua carriera artistica. L’artista vede nel labirinto un analogo del reale, secondo una cultura ermetica ed esoterica che appartiene ai tre artisti ai quali dedica la propria opera - Duchamp, Klein, Beuys


Il suo metodo consiste nell’appropriarsi di elementi desunti da altri artisti e dalla storia dell’arte, reinventandoli: crea mediante la citazione, mettendo sotto analisi non il mondo, ma il linguaggio.

Meret Oppenheim ritratta da Man Ray nel 1933

Vettor Pisani

Attualmente era impegnato in un progetto a Serre di Rapolano presso Siena con l’obiettivo di trasformare una cava di pietra in un’opera abitabile e vivibile, luogo di contemplazione e scambio.

                                         
"Sono stato attratto dalla particolare natura delle cave di travertino di Serre di Rapolano, che incarnano un insieme di riflessioni sulle quali vado da anni investigando: il riuso di luoghi mutati nel loro primitivo aspetto dall'opera dell'uomo; la funzione dell'intervento dell'arte sulla natura: la relazione pieno/vuoto di costruzioni architettoniche di alta valenza simbolica quali le piramidi. [...] Le cave nascono dall'interesse economico dell'uomo all'estrazione [....]... possono pero' essere anche viste come luoghi dell'immaginario, della dimensione onirica e della memoria, come luoghi dell'arte che esistono: basti pensare alla pittura di Marx Ernst, dove in luoghi irreali e fantastici di solitudine e segretezza, di rocce e fiori, la nostra psiche puo' vagare, prefigurando un mondo non reale quanto quello in cui viviamo, ma di utopia per un'esistenza interiore altrettanto necessaria all'uomo quanto la dimensione quotidiana del vivere" (Vettor Pisani)


martedì 16 agosto 2011

INSULA DEI BAMBINI 2011


iPac è presente con i suoi laboratori alla rassegna INSULA DEI BAMBINI 2011 che si svolge a Crema e nei comuni limitrofi dal 29 Agosto all'11 Settembre.
La partecipazione ai laboratori è gratuita.
Per consultare il programma:


mercoledì 10 agosto 2011

BENVENUTA ESTER!





Salutiamo l'arrivo della piccola Ester con immagini dal libro Salut maman di Jo Suna.
benvenuta!

martedì 9 agosto 2011

ILLUMInazioni da VENEZIA/4



Con quest'ultimo post sulla Biennale, volevo concludere il discorso con delle considerazioni di carattere generale: è vero che è l'evento ritenuto più importante per l'arte contemporanea in Italia, ma, come ben sapranno gli assidui frequentatori di queste "situazioni", ci si trova ovviamente un pò di tutto, e non sempre di buona qualità. L'esperienza può rivelarsi soddisfacente all'osservatore che si accosta alle opere con buona predisposizione d'animo, come quando si va ad un parco dei divertimenti con la famiglia, altrimenti il risultato può risultare deleterio e non costruttivo, e spingerci ad azioni malsane...

...perchè in Biennale si vede sempre di tutto, e a volte sempre le stesse cose:
di solito non mancano mai accumuli tra i più disparati di oggetti


nè le sculture iperrealiste


oppure oggetti che provocano più o meno repulsione a seconda della nostra sensibilità


inoltre sono sempre presenti opere interattive, dove tutti, ma proprio tutti, lasciano un segno del loro passaggio


ricostruzioni di ambienti più o meno distorti, o che prevedono una destabilizzazione del nostro spazio quotidiano

ma si possono incontrare anche dei grandi classici, come delle belle foto di Luigi Ghirri


o un bel video d'autore, come THE LOVERS del 2005 di Bill Viola

preferisco lasciare al giudizio del pubblico l'allestimento di Sgarbi, il museo della Mafia, ed altre trovate sorprendenti...

come quella di esporre un Piero della Francesca all'interno di una "cornice d'artista"


che dire di più? buona visione. Siriab

lunedì 8 agosto 2011

ILLUMInazioni da VENEZIA/3

Tra i padiglioni nazionali dei giardini, ho trovato molto significativo e toccante quello della Francia, con l’esposizione denominata Chance,  firmata da Christian Boltanski e curata da Jean-Hubert Martin, che gioca sul caso e sulle possibilità.

LA RUOTA DELLA FORTUNA/ sala 1

Certo che con Boltanski non si poteva che andare sul sicuro:  l'artista ha presentato un’ulteriore evoluzione del suo percorso, sempre coerente e lucido nella sua profondità concettuale e contenutistica.

LA RUOTA DELLA FORTUNA/ sala 1

Un complesso sistema di tubi innocenti, una sorta di labirinto tridimensionale che occupa tutto lo spazio dell’ambiente centrale del Padiglione francese, incombe sul visitatore. Questa griglia che riempie lo spazio in questione, in verità è una complessa e contorta rotativa che fa viaggiare a folle velocità un lunghissimo rullo formato da immagini molto simili tra loro: primi piani di bambini neonati. Di tanto in tanto suona un campanello e il nastro si ferma all’improvviso e blocca un volto, che appare su un monitor: un bambino è scelto per caso, nel bene o nel male, la sua vita è ancora una pagina bianca.

LA RUOTA DELLA FORTUNA/ sala 1

Nelle sale laterali due enormi display emettono vorticosamente numeri: i verdi indicano in diretta il numero di tutti gli uomini che nascono nel mondo, i rossi indicano il numero di tutti quelli che muoiono. Non saremo sostituibili, ma per fortuna siamo sostituiti.

ULTIME NOTIZIE DAGLI UMANI/ sala 4

ULTIME NOTIZIE DAGLI UMANI/ sala 2 

Nella sala numero 3 i visi di 60 Polacchi neonati e di 52 Svizzeri deceduti sono ritagliati in tre parti. Sfilano sullo schermo a grande velocità e si ricompongono per formare circa un milione e mezzo di esseri ibridi. Come loro, fisicamente noi siamo un puzzle di chi ci ha preceduto. Gli occhi dell’uno si sovrappongono alla bocca dell’altro. Il visitatore premendo un bottone può, alla cieca, formare dei nuovi esseri. Se, per combinazione, si forma un viso di cui le tre parti appartengono alla stessa persona, si avvia una musica e l’opera è vinta.
ESSERE DI NUOVO/ sala 3

Per tutta la durata della Biennale, è anche possibile giocare su internet sul sito di Christian Boltanski. Ciascuno può tentare la fortuna per vincere una sorpresa che sarà mandata direttamente dall'artista.

LE SEDIE PARLANTI/ sala 3 

Per concludere, all’esterno del padiglione, delle sedie parlanti pongono la stessa domanda in lingue diverse a chi vi si siede sopra: “E’ l’ultima volta?”. Domanda che può essere posta in qualsiasi momento della vita e a cui nessuno, tranne forse il destino, può dare risposta. Siriab